Carenza conducenti: dal Report IRU i dati del fenomeno in Italia

Nel giugno scorso dalla pubblicazione dei risultati dell’Indagine annuale Iru – International Road Transport Union – sui valori occupazionali riferiti alla professione di conducente di autobus in Europa erano emerse realtà allarmanti.

Nello specifico settore del trasporto passeggeri, il 7% delle posizioni di conducente di autobus e pullman è risultato inoccupato nel 2021 in Europa. Un dato  destinato a salire nel 2022.

Situazione allarmante anche per il divario di età e soprattutto per il trasporto passeggeri. In Europa, solo il 3% dei conducenti di autobus e pullman aveva meno di 25 anni nel 2021, la metà del tasso del settore dei trasporti complessivo. I conducenti sopra i 55 anni, tuttavia, erano il 32% della forza lavoro, con un’età media dei conducenti di 50 anni.

I dati riferiti all’Italia pubblicati ad agosto mostrano una tendenza in linea con i dati europei.

Nel 2021 in Italia si è registrata una carenza di conducenti pari a circa 6700 unità, un livello in linea con la media europea. La percentuale di conducenti donna è in Italia del 7%, al di sotto della media europea del 12%. Molto bassa è anche la percentuale di giovani conducenti al di sotto dei 25 anni (2%), leggermente al di sotto della media europea. La percentuale di conducenti con oltre 55 anni di età è alta (29%), un gap destinato ad aumentare con il pensionamento dei conducenti più anziani e l’assenza di giovani a sostituirli.

Tra le principali cause che spiegano il fenomeno, come ha sottolineato Anav che ha contribuito all’indagine IRU, gli alti costi necessari alla formazione e la poca attrattiva nei confronti della professione.

Il report IRU con i dati per l’Italia.


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