Taglio rimborso accise, Anav-Asstra-Agens: inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto pubblico

Il taglio del rimborso accisa sul gasolio per autotrazione contenuto nella manovra 2020, penalizzerà l’uso del trasporto pubblico. Lo denunciano, attraverso un comunicato stampa diffuso ieri, Anav, Asstra e Agens, le associazioni che rappresentano la totalità delle imprese del trasporto pubblico locale.
Il provvedimento elimina il rimborso per gli autobus di classe ambientale Euro III e IV. Le associazioni prevedono un conseguente aggravio fiscale di 60 milioni di euro annui per le aziende del settore.

Anav, Asstra e Agens, che hanno già formalmente espresso al Governo la propria contrarietà al provvedimento sulle accise, chiederanno un urgente incontro alla Ministra Paola De Micheli per sottoporre le proprie preoccupazioni sull’argomento.

“Non si può non condividere una misura finalizzata a ridurre le emissioni da circolazione stradale – scrivono Anav, Asstra e Agens – ma l’adozione a breve di provvedimenti che penalizzano economicamente le aziende del TPL, rischia solo di limitare il necessario shift modale dal trasporto privato al trasporto pubblico, con una conseguente ricaduta negativa sulle emissioni inquinanti e di CO2.  Già oggi infatti il trasporto pubblico locale soddisfa il 12% della domanda di mobilità a fronte solo del 2% di emissioni, contro un 98% di emissioni del trasporto privato e delle altre modalità, malgrado una avanzata età media della flotta impiegata nel servizio”.

Per queste ragioni, le Associazioni chiedono di coordinare i tempi di entrata in vigore della misura con quelli della reale attuazione del Piano Nazionale Strategico di Mobilità Sostenibile (PNSMS) e del rinnovamento del parco autobus.

In caso contrario, argomentano Anav, Asstra e Agens, il taglio del rimborso sull’accisa si risolverebbe solo in un ulteriore e rilevante costo che graverebbe sul settore del TPL e che, andandosi a sommare a tagli di risorse già effettuati a valere sulla disponibilità annuale del Fondo nazionale TPL e altre misure (per un totale di circa 110 milioni di euro l’anno), “peserebbe sulle imprese, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del servizio offerto ai cittadini che sarebbero meno motivati ad utilizzare i sistemi di mobilità collettiva e sostenibile in luogo del gran lunga più inquinante trasporto privato”.