ANAV Conference: rinnovo parco autobus, ecco gli scenari possibili per ottimizzare la riduzione delle emissioni

Fornire gli elementi principali alla scelta di strategie di ricambio autobus in un’ottica di riduzione delle emissioni. Con questo obiettivo ANAV ha commissionato lo studio “L’impatto delle alimentazioni alternative sulle emissioni inquinanti nel rinnovo del parco autobus del TPL”, realizzato dalla società PTV-Sistema, spin-off dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza” e presentato nel contesto di Ibe Driving Experience.

Nello studio, dopo alcune importanti premesse, sono stati ipotizzati diversi scenari per stimare gli effetti sulla riduzione delle emissioni del TPL dati dal rinnovo del parco veicoli. La valutazione è stata effettuata prevedendo la stessa disponibilità di risorse da investire, ma differenziando le ipotesi a seconda della tecnologia di alimentazione: diesel, metano, elettrico.

 Le risorse e gli scenari possibili
A seguito dell’analisi comparativa che ha messo a confronto costi di acquisizione ed effetti sulla riduzione, lo studio ha utilizzato le risultanze dell’analisi applicandole ad un caso reale, ovvero alle risorse prevista dal Piano Nazionale Strategico per la Mobilità Sostenibile (PNSMS): 3,7 miliardi di euro, più altri 186 milioni, da spendere in 15 anni. Con queste risorse e questo arco temporale sono quindi stati ipotizzati quattro scenari, differenziati fra loro in particolare per le quote di acquisizione delle tre diverse tecnologie di alimentazione:

Uno scenario A, caratterizzato per riprendere fedelmente quanto previsto dal PNSMS, quindi sola acquisizione di veicoli elettrici e metano in campo urbano e sola acquisizione di veicoli a metano in campo extraurbano (lo studio comunque considera una piccola parte di veicoli a gasolio permessi dal piano in campo extraurbano nelle regioni in cui il metano è assente);

Uno scenario B, caratterizzato per massimizzare l’investimento in acquisizione di veicoli a gasolio sia in campo urbano (la metà del totale) sia in campo extraurbano (i due terzi, mentre la restante parte è occupata dal metano);

Uno scenario C, caratterizzato per essere quello che dei quattro punta maggiormente sui veicoli elettrici, in quanto è stata ripresa la strategia di investimento per lo scenario A in campo urbano (esclusione del gasolio) mentre una buona parte della strategia di investimento in campo extraurbano è rivolta all’acquisto di veicoli elettrici;

Una strategia D, che può essere considerata mediana rispetto alle altre, nel senso che in un periodo iniziale punta molto sull’acquisizione di veicoli a gasolio, per poi andare negli anni ad incrementare la quota di veicoli elettrici a scapito di queste. Il senso di questo scenario è di fatto seguire i vantaggi dell’evoluzione tecnologica, che porta ad una (stimata) costante riduzione del costo dei veicoli elettrici nonché un aumento della loro autonomia. Diminuzione del costo ed aumento dell’autonomia che evidentemente sono stati comunque considerati in tutti gli scenari.

Tutti gli scenari si caratterizzano per avere una presenza notevole di veicoli a metano, le cui quote sono le medesime in capo urbano (30%) per variare poi in campo extraurbano.

I risultati della simulazione saranno oggetto del prossimo post.