Assemblea Confindustria 2019: standing ovation per Sergio Mattarella e Vincenzo Boccia

Lungo applauso da parte della platea per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e per il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, in apertura dell’assemblea pubblica 2019 della Confederazione generale dell’industria italiana che si è svolta oggi a Roma.
Presenti in sala il premier Giuseppe Conte, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. Tra i ministri, quello dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che ha preso la parola dopo il presidente degli industriali.

L’assemblea si è aperta con un video che mostra l’Italia tra vent’anni nella visione di Confindustria: un Paese forte e ricco di opportunità per le nuove generazioni. “Dobbiamo agire per fermare la fuga dei giovani, lo svuotamento di energie e intelligenze – ha detto Vincenzo Boccia Presidente di Confindustria nella sua relazione – Tra vent’anni l’Italia dovrà avere una vera occupazione e richiamare i giovani grazie alla ricchezza di opportunità lavorative. È necessario che il reddito degli italiani torni ad essere forte. E per fare questo abbiamo bisogno di fabbriche intelligenti, infrastrutture materiali e immateriali: è questo il futuro che auspichiamo”.

Per Confindustria è viva la speranza che il “Made in Italy” rimanga un primato nel mondo. Un percorso di sviluppo che deve però mettere al centro l’Italia come snodo d’Europa con la sua posizione geografica privilegiata, “non come periferia d’Europa”. Una visione dell’Italia come modello di sostenibilità, con fattori come la reindustrializzazione sulla base delle energie rinnovabili.
“Siamo mossi dalla visione di un Paese migliore con la consapevolezza dei nostri numerosi punti di forza: l’Italia è uno dei pochi paesi al mondo che produce tutto. Dalla manifattura all’industria più virtuosa d’Europa, siamo campioni dell’economia circolare: la sostenibilità è un fattore di competitività per noi. Ma serve inclusione professionale dei giovani – ha sottolineato Boccia – la costruzione di competenze. L’università invece è sparita dal dibattito pubblico. Dobbiamo lavorare per la crescita per dare più lavoro ai giovani, la nostra vera priorità”.

Boccia ha ribadito tre importanti sì nella visione di Confindustria: Tav, infrastrutture e crescita, “perché i collegamenti sono indispensabili. Dobbiamo riaprire i cantieri e avviare una nuova stagione di investimenti pubblici: le infrastrutture sono una precondizione per la crescita per questo chiediamo un piano shock per le grandi infrastrutture e le piccole opere destinate a mettere in sicurezza suolo, ponti, scuole e ammodernare strade. La crescita del Paese passa anche attraverso gli investimenti nelle reti infrastrutturali: sono parte di un’idea di società, collegano periferie a centri e il nostro Paese al mondo, includono persone e territori e attivano lavoro”.

Dopo aver invocato un’Europa più unita con una Italia più forte e protagonista, Boccia ha aggiunto: “Serve un cambiamento che recuperi lo spirito riformista con un programma a medio termine per abbassare lo spread e rilanciare una crescita che metta le persone al centro della società e le imprese al centro dell’economia. Noi siamo mossi dalla visione di un’Italia migliore, da costruire con il coraggio delle scelte di oggi. E dalla consapevolezza che possiamo farcela anche grazie all’industria italiana, seconda in Europa e settima al mondo per valore aggiunto”.

“Le nostre idee sono solide, radicate, trasparenti. Se la politica converge, lo riconosciamo. Quando se ne allontana, lo sottolineiamo. Perché non siamo né maggioranza, né opposizione. Siamo Italiani, siamo imprenditori, siamo Confindustria”, ha concluso il Presidente Boccia.
Anche il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio è intervenuto all’Assemblea sottolineando che l’Italia è la seconda manifattura d’Europa e il nono paese esportatore al mondo,”risultati straordinari per il Paese raggiunti dalle imprese che hanno saputo innovare ed esportare”.

“Ringrazio gli imprenditori per il contributo che danno al progresso dell’Italia. Se io siedo al G7, se l’Italia ha un posto nel gruppo dei paesi leader del mondo, è anche grazie al vostro impegno quotidiano”, ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento di chiusura. “Crediamo fortemente nella capacità innovativa delle imprese e nella resilienza che hanno dimostrato, nella capacità di competere che hanno difeso. “L’impresa responsabile” – ha aggiunto Conte – è quella in cui l’imprenditore risponde per sè ma anche per tutta la “comunità collegata” all’attività. Le imprese attente anche ai lavoratori e al benessere sono quelle che rispondono meglio alla competizione, anche a quella globale. Raccolgo l’invito di Boccia di lavorare per un’Italia protagonista sullo scenario internazionale: noi siamo europeisti, ma la nostra adesione non è acritica e superficiale perché l’Unione ha bisogno di contributi nuovi per essere rilanciata: la crescita che genere benefici solo per alcuni non è una crescita sana. Il nuovo europeismo presuppone un profondo ripensamento basato sull’umanesimo che metta al centro la persona e i suoi inalienabili diritti”.