Contravvenzioni: operativo il sistema europeo di notifica delle multe stradali

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Conviene pagarla, oppure opporsi, se si ha un valido motivo. Ma non conviene far finta di nulla come spesso accadeva in passato: ora non solo la contravvenzione arriva, ma viene anche messa in riscossione come se provenisse dall’autorità italiana. Questi sono gli effetti dell’entrata a regime del sistema europeo di notifica all’estero delle multe stradali e applicazione delle sanzioni pecuniarie in generale. E ormai la maggior parte degli Stati europei ha recepito le due norme.

Il sistema, è vero, funziona solo per otto tipi di infrazione: eccesso di velocità, mancato uso della cintura di sicurezza, mancato arresto al semaforo rosso, guida in stato di ebbrezza, guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti, mancato uso del casco protettivo, circolazione su una corsia vietata, uso illecito del telefono cellulare o altri dispositivi di comunicazione. Ma soprattutto, ora chi ha ricevuto la lettera di notifica prevista dalla direttiva e non paga né presenta ricorso riceve una busta verde come quelle delle multe italiane. Ad inviarla è la Corte d’appello competente del luogo di residenza o domicilio: indica la data per la quale è fissata l’udienza in camera di consiglio e nomina un difensore d’ufficio, sostituibile da uno di fiducia. Ma nell’udienza ci si limita a controllare se le procedure sono state seguite correttamente e a valutare se l’importo della sanzione giustifichi una costosa procedura internazionale come quella avviata dall’autorità estera. Quindi non è improbabile che la Corte arrivi al «riconoscimento» della multa. A quel punto si attiva la riscossione coattiva secondo le regole penali italiane (anche quando la sanzione è solo amministrativa), per cui interviene l’ufficiale giudiziario. E l’incasso va allo Stato italiano, salvo diverso accordo con lo Stato estero. Chi invece paga già dopo aver ricevuto la lettera dall’estero rinuncia al “filtro” della Corte. Ci sono anche meccanismi premiali simili allo sconto 30% concesso in Italia per chi paga entro cinque giorni: un esempio è quello previsto in Austria per le infrazioni autostradali.

Le modalità di pagamento più diffuse sono quelle su piattaforme telematiche. A volte, come nel caso della Spagna, sono solo pagine web su cui si trovano gli estremi dell’infrazione e la relativa foto, quando esiste: niente homepage, niente presentazione dell’operatore che gestisce la transazione, per cui può venire spontaneo il sospetto di una truffa telematica. In questi casi, meglio contattare l’ambasciata italiana per una verifica.

Attenzione, quindi, a infrangere le regole all’estero…e soprattutto attenzione al momento in cui si hanno in mano una lettera con gli estremi dell’infrazione e un modulo di risposta con cui chiedere entro 60 giorni un’eventuale correzione o contestare la multa.