Nuove misure ART sul TPL: il presupposto di fondo è un mercato più aperto alla concorrenza

Editoriale del Presidente dell’ANAV Giuseppe Vinella tratto dal numero 2/2019 della rivista ‘Bus Magazine’.

La consultazione dell’Autorità dei Trasporti sullo schema di nuovo atto regolatorio in materia di TPL ci ha impegnato a fondo in questo inizio 2019 e, come di consueto, attraverso il confronto aperto e sincero, ritengo che anche in questa occasione abbiamo elaborato un documento di osservazioni e proposte che opera una corretta ed equilibrata sintesi delle istanze associative. Nel sistema della rappresentanza datoriale del TPL la nostra Associazione è l’unica a saper coniugare due anime delle imprese: quella di impresa incumbent, che giustamente e legittimamente difende la posizione acquisita tramite esperienza, sacrifici, investimenti, e quella di impresa “new comer”, che altrettanto giustamente e legittimamente desidera competere equamente per estendere il proprio spazio di mercato e reinvestire gli utili, l’efficienza, il background acquisito nella gestione dei servizi in altri ambiti territoriali.

Non è semplice pervenire a questa sintesi e non lo è, io credo, per una ragione di fondo: gli spazi di reale concorrenza per l’aggiudicazione dei servizi sono estremamente limitati. Lo abbiamo evidenziato in più occasioni, trovando il pieno sostegno di Confindustria sulla esigenza primaria di un ricorso generalizzato alle gare per l’affidamento dei servizi. Lo abbiamo ribadito lo scorso 14 marzo innanzi al Consiglio dell’Autorità dei Trasporti: ancora oggi su un fatturato complessivo di settore di circa 12 miliardi di euro solo il 30% risulta aperto alla concorrenza e, guarda caso, è quel 30% dove è maggiormente sviluppata la presenza di capitale privato. Il mercato ferroviario è caratterizzato dalla posizione di sostanziale monopolio di Trenitalia che, dopo le recenti sigle dei contratti con le Regioni, si protrarrà almeno fino al 2033. Nel TPL su gomma continua il diffuso ricorso agli affidamenti in house che anzi, negli ultimi anni si è ancor più esteso. Rispetto agli stimoli al processo di liberalizzazione introdotti con il D.L n. 50/2017 il legislatore ha fatto un passo indietro, rinviando al 2021 l’entrata a regime del meccanismo di penalizzazione finanziaria degli affidamenti effettuati senza gara, e il complesso di quella importante riforma che ci aveva visto tutti fattivamente coinvolti sembra oramai aver perso slancio e destinato a restare sulla carta ancora per un po’.

Diventa quindi difficile come dicevo coniugare le due anime dell’impresa che in un mercato “normale” costituirebbero invece due facce della stessa medaglia: incumbent in un ambito territoriale, new comer in un altro. Ma se, semplificando, gli ambiti territoriali sono soltanto due, uno aperto alla concorrenza di tutti gli operatori interessati, e l’altro chiuso perché l’ente rinnova l’affidamento diretto alla impresa controllata oppure all’impresa monopolista in grado di offrire condizioni da altri difficilmente replicabili, ebbene in questo contesto l’impresa incumbent non compete per il mercato, ma lotta per restarci, lotta per la sopravvivenza.

Da tempo l’ANAV è impegnata in una battaglia volta a creare condizioni eque e diffuse di competizione e continueremo a farlo. È con questa visione, principalmente, che abbiamo elaborato le nostre osservazioni all’Autorità chiedendo: coerenza con il quadro normativo di riferimento, così da non ostacolare processi faticosamente avviati come quello di transizione ai costi standard; applicazione delle nuove regole solo alle nuove procedure di affidamento con gara, sì da non rallentare procedure già avviate che dovrebbero altrimenti essere riviste per tenere conto delle nuove misure; una equa competizione tre incumbent e new comers evitando l’introduzione di obblighi informativi o di messa a disposizione dei beni sproporzionati e con possibili effetti di alterazione “al contrario” di una corretta dinamica competitiva.

Per noi l’orizzonte non può essere limitato alla sopravvivenza, ma vogliamo competere in posizione di parità e, soprattutto, in uno spazio più ampio, guardando allo sviluppo del settore ed al miglioramento del servizio offerto ai cittadini.