ILE DE FRANCE, TPL GRATUITO: CONCLUSO LO STUDIO 

Si è concluso lo studio sulla fattibilità del trasporto pubblico gratuito nell’Île-de-France. Valérie Pécresse, presidente della regione delle Île-de-France e dell’Île-de-France Mobilités, ha espresso il desiderio di una riflessione approfondita sull’interesse e la fattibilità di un sistema di trasporto pubblico gratuito nell’Ile-de-France.

Lo studio, concreto e obiettivo, è stato svolto da un comitato composto da otto esperti indipendenti, sotto la presidenza di Jacques Rapoport, ex presidente della SNCF Réseau, ex direttore generale delle poste ed ex vicedirettore generale della RATP, raccogliendo in particolare il contributi degli otto dipartimenti della regione Ile-de-France e delle comunità locali interessate. Ha fatto luce sulle scelte fatte da Île-de-France Mobilités, l’ente organizzatore della mobilità sostenibile e, in quanto tale, l’unico decisore in termini di prezzi dei trasporti.

Di seguito i principali risultati: riduzione del 2% del traffico automobilistico: il trasporto pubblico gratuito avrebbe un effetto minimo sulla riduzione del traffico stradale e sul miglioramento della qualità dell’aria.

Allo stato attuale il 90% degli automobilisti sceglierebbe il trasporto pubblico al posto della propria auto, il cui valore è, ovviamente, più alto del costo del Passe Navigo. Il restante 10% sceglie comunque il mezzo privato per comodità o necessità. Gli automobilisti sarebbero quindi molto insensibili ai trasporti pubblici gratuiti.

I viaggi che ora vengono fatti a piedi o in bicicletta tenderanno a diminuire per essere trasferiti sul trasporto pubblico.
Pertanto, gli effetti del trasporto pubblico gratuito sulla mobilità privata sarebbero minimi: la riduzione dell’inquinamento atmosferico può essere valutata, in valore socioeconomico, intorno ai 28 milioni di euro all’anno, una cifra ridotta rispetto al costo dell’inquinamento legato al traffico stradale nell’Île-de-France, vale a dire 4 miliardi di euro l’anno. Per quanto riguarda il guadagno in termini di sicurezza stradale, è stimato in 24 milioni di euro all’anno, rispetto a un costo socio-economico annuale di 2 miliardi di euro.

I nuovi flussi avrebbero un impatto negativo sulla qualità del servizio di trasporto pubblico nell’Ile-de-France. Gli effetti sarebbero marcati sulle reti di tram e autobus, soprattutto in periferia, con un aumento dei flussi di oltre il 20%, implicando un deterioramento del servizio per le linee già in limite di capacità e imponendo, ove possibile , un rafforzamento dell’offerta con i relativi costi aggiuntivi.

Sulla metropolitana, l’aumento del traffico, anche se apparentemente moderato (+ 4%), interverrebbe su linee già colme (linea 13, linea 9, linea 1 …). In totale, per l’unica rete ferroviaria, la perdita socio-economica relativa al disagio per il viaggiatore può essere stimata intorno ai 130 milioni di euro.

Nel 2018, più di 1 milione di abitanti di Parigi beneficiano di aliquote ridotte o abbonamenti gratuiti: la tariffa totale gratuita riguarda 350.000 persone; 260.000 persone beneficiano di una riduzione del 50%; 315.000 persone anziane o disabili beneficiano di ulteriori riduzioni e quasi 200.000 giovani beneficiano di abbonamenti a tariffa ridotta.

I contributi dei viaggiatori ammontavano a 2,5 miliardi di euro nel 2016. Il passaggio all’ammissione gratuita richiederebbe quindi di trovare 2,5 miliardi di euro in altre entrate, ipotizzando rimborsi ai datori di lavoro sugli abbonamenti, nell’ordine di 800 milioni di euro. Nessuna fonte alternativa di finanziamento sembra redditizia per compensare la perdita di tale importo, che rappresenterebbe un aumento delle imposte di 500 euro in media all’anno e per famiglia nella regione di Parigi.

Nel caso di un aumento del pagamento per il trasporto, pagato dai datori di lavoro, gli effetti macroeconomici sarebbero, secondo una valutazione condotta dalla direzione generale del tesoro, recessivi a medio e lungo termine, con la distruzione di 30.000 posti di lavoro e la perdita di 0,7 punti percentuali del PIL regionale (poco più di 4 miliardi di euro).

Il trasporto gratuito comporterebbe quindi un rischio significativo di impoverimento del trasporto pubblico e di degrado della qualità del servizio, i miglioramenti o persino la sua semplice manutenzione non potrebbero più essere finanziati.