TIBUS: OK A TAVOLO TECNICO PER RIQUALIFICARE L’AREA DELLA STAZIONE TIBURTINA

La Tibus srl accoglie con estremo favore l’iniziativa della Presidente del II Municipio di Roma, on.le Francesca Del Bello, per la costituzione di un tavolo tecnico con Autorità e Comitati di quartiere dell’area dellaStazione Tiburtina.

Il Presidente Giovanni Bianco esprime infatti  la convinzione che il tavolo tecnico costituirà l’occasione per ribadire la regolarità della posizione della Tibus e per rappresentare il grande valore per il quartiere – oltre che per gli otto milioni annui di clienti dell’autostazione dei bus – del programma di messa a gara del servizio proposto al Comune di Roma ormai da due anni, con le iniziative oggetto di specifico project financing del valore di 6 milioni di euro a carico di imprenditori privati.

Con riferimento inoltre a quanto emerso in occasione di un incontro con i cittadini residenti del quartiere lo scorso 18 ottobre e ad alcune dichiarazioni rilasciate nell’occasione dall’onorevole Corsetti concernenti una presunta condotta abusiva della Società, la Tibus ribadisce di essere concessionaria del diritto di superficie dell’area sulla quale si trova l’autostazione Tiburtina di Roma sin dal 1999, e che l’autostazione costituisce il capolinea di tutti i servizi con autobus di lungo raggio che transitano a Roma per esplicita disposizione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, tale da configurare un servizio pubblico che non può in alcun modo essere interrotto.

Peraltro, con nota del 31 marzo 2016, il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale ha diffidato la Tibus “a porre in essere qualsiasi azione atta a pregiudicare la regolare continuità del servizio” di Autostazione. La Tibus precisa inoltre di essere regolarmente dotata del Nulla Osta della sicurezza previsto dal DPR n. 753/1980, rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 19 maggio 2016 e tuttora vigente.
Si precisa infine che l’autostazione è stata realizzata interamente con oneri a carico della Tibus senza alcuna provvidenza pubblica. Di contro, la Tibus continua a corrispondere al Comune di Roma il canone annuale regolarmente fissato dai competenti uffici municipali, come del resto rilevato dalla stessa inchiesta della Corte dei Conti e recentemente rivalutato.