ANAV, COSTI STANDARD: IL 27 GIUGNO CONVEGNO SULLA QUALITÀ DEL TPL

Efficienza e qualità del Trasporto pubblico localecosti standard come leva per la liberalizzazione. Sono solo alcuni dei temi che l’Anav, l’Associazione autotrasporto viaggiatori, affronterà il 27 giugno nell’ambito di un convegno che si terrà a Roma (Residenza di Ripetta).

Il tema della liberalizzazione del Tpl costituisce il punto focale delle proposte portate avanti dall‘Anav anche nell’ambito di Confindustria in occasione delle Assise generali della Confederazione ed in vista della formalizzazione da parte di Confindustria alle Istituzioni delle indicazioni strategiche e delle priorità politiche da realizzare nel corso della nuova legislatura.

Il mercato del trasporto pubblico locale sconta ancora oggi, infatti, un grave deficit di concorrenza che causa distorsioni allocative, consente il protrarsi di gestioni inefficienti, alimenta rendite di monopolio, ostacolando condizioni eque di confronto tra le imprese e frenando il processo di industrializzazione del settore.

A seguito di tentativi, forse eccessivamente ambiziosi, di riforma generale e onnicomprensiva per i diversi servizi pubblici locali – tentativi falliti a seguito del referendum abrogativo sull’acqua pubblica, nel 2011 e, successivamente, nel 2012 e nel 2016 per effetto di sentenze di illegittimità costituzionale – il Governo, attraverso il decreto legge n. 50/2017 cambia strategia ed adotta una riforma settoriale e mirata della cornice regolatoria del Trasporto pubblico regionale e locale.

Una strategia che si basa su: stabilizzazione delle risorse del Fondo di finanziamento del Tplaccelerazione della transizione dai costi storici ai costi standard; codificazione del favor per l’affidamento dei servizi tramite gara, incentivato finanziariamente; introduzione del principio di definizione dei bacini di programmazione sulla base dell’analisi della domanda attuale e potenziale, e del principio di suddivisione dei bacini in più lotti di dimensione contendibile.

Ma anche sul rafforzamento del principio di separazione tra funzioni di regolazione e funzioni di gestione attraverso l’obbligo per gli enti affidanti di avvalersi di stazione appaltante terza per lo svolgimento della procedura di affidamento qualora il gestore uscente o uno dei concorrenti sia partecipato o controllato ovvero sia affidatario diretto o in house.