BUS IN VIAGGIO DI SPIKE LEE: QUANDO LE DIFFERENZE SI ANNULLANO

  • Per la terza tappa della rubrica “Bus&Cinema” abbiamo scelto il film americano “Bus in Viaggio” per raccontare non solo un film girato quasi esclusivamente a bordo di un bus, ma per raccontare come Spike Lee, il regista, sia riuscito ad evidenziare la forza e la capacità di unione tra le persone, che può avvenire nel corso di un viaggio in bus. 

Il film “Bus in viaggio” – titolo originale “Get on Bus” – è diretto da Spike Lee nel 1996 e racconta il viaggio di dodici uomini di colore che, a bordo di un bus, decidono di partecipare alla “Milion Man March”, una delle più importanti manifestazioni indette dal reverendo Louis Farrakhan, leader della Nation of Islam, ex discepolo di Malcolm X, il 16 ottobre 1995 a Washington, alla quale parteciparono un milione di uomini afroamericani. È considerata la più grande manifestazione afroamericana di tutti i tempi.

La particolarità è che il film fu girato quasi interamente all’interno di un autobus in soli 18 giorni e fu registrato in 16 millimetri. Uno dei protagonisti della pellicola è, infatti, uno studente di cinema che lungo il viaggio riprende e intervista i partecipanti. Un viaggio in bus in nome di alti ideali, una marcia per affermare le proprie idee e se stessi. 

Il gruppo di viaggiatori è eterogeneo, l’autista del bus è un veterano del Movimento per i Diritti Civili. C’è una coppia omosessuale e un poliziotto mulatto, ma anche un aspirante attore e il secondo conducente del bus è un bianco ebreo che dopo aver sostituito George, l’autista rimasto fermo per un guasto al primo bus, è costretto a scappare a causa dell’atmosfera pesante che il gruppo crea per la diffidenza nei sui confronti.

Nel corso del viaggio verso Washington le dinamiche del gruppo sono sconvolte da rivelazioni inaspettate creando una crescente tensione, ed è proprio in questo sviluppo dei vari personaggi e delle idee che sottende, la bellezza della regia di Spike Lee.

Tra primi piani e riprese strettissime si muove abilmente con la telecamera all’interno del bus in un viaggio che nella realtà è durato 18 giorni (tutte la durata delle riprese), ma che nel film dura tre giorni dal Los Angeles a Washington.

La ricerca dell’identità e delle radici in nome di un ideale comune che, nonostante le differenze di sociali e la diffidenza iniziale, svaniscono nel finale quando a causa del malore che ha colpito Jeremiah, i ragazzi decidono di non andare alla marcia per restare accanto a lui. Jeremiah non supera l’infarto e la disperazione coglie tutti, mentre la Tv trasmette la marcia in diretta. La sera, quando ormai la manifestazione è al termine, il gruppo recita davanti al Lincoln Center la preghiera che Jeremiah avrebbe voluto dire davanti ai manifestanti.

Alla fine della preghiera, Evan e Junior gettano le catene che opprimevano quest’ultimo. Il gruppo sale sul bus per tornare a Los Angeles. Xavier, pensieroso, suona lo djembé, il tamburo africano che Jeremiah aveva portato con sé.

Curiosità su “Bus in Viaggio”

Il film fu prodotto grazie a una raccolta di fondi tra personaggi celebri di afroamericani (2,5 milioni di dollari finanziati tra gli altri da: Danny Glover, Wesley Snipes, Will Smith, Robert Guillaume), questo nonostante la presenza di una major come la Columbia.

Fu girato in 16mm e poi gonfiato a 32mm. Per decisione dello stesso Spike Lee, tutti i membri della troppe, composta da 40 persone tra attori, truccatori e costumisti, ricevettero cestini per il pranzo uguali, a sottolineare che non ci sono differenze tra le persone.

“Bus in Viaggio” arrivò nelle sale americane il 16 ottobre 1996, esattamente un anno dopo la Milion Man March, e fu accolto con favore dalla critica americana.

Cast “Bus In viaggio”: Un film di Spike Lee. Con Richard Belzer, Deandre Bonds, Andre Brangher, Charles S. Dutton, Ossie Davis, Isaiah Washington, Joie Lee.